BusinessCustomerMood

ESISTONO I PRIMITIVI DIGITALI?

Ottobre 22, 2018 By

Certo che esistono! Forse lo sono anch’io, anche se mi racconto che non è vero. Non bisogna per forza avere una zia ottantenne che cerca disperatamente di accedere alla propria cartella clinica on line per rendersene conto.

I primitivi digitali sono quelli che non sono nati con un pc in mano, che non hanno scritto solo ed esclusivamente su Facebook o Twitter. Per anni, si sono recati in negozi di vario genere per fare acquisti, si sono presentati agli sportelli della banca o dal proprio agente assicurativo per pagare e chiedere informazioni.

Tutti compriamo on line su smartphone e tablet, è l’e-commerce, baby! Ma quando si tratta di fare una ricerca su google o Wikipedia, non sempre quello che cerchiamo è così a portata di mano.

La rivoluzione digitale di cui si parla tanto non è per tutti o, almeno, non sembra esserlo.

E le aziende, come si muovono in questo scenario? A volte penso sia una scelta strategica quella di creare un rapporto solido con i propri clienti, o i potenziali lead, che abbiano al massimo 40 anni.

Quando invece, a logica, gli over 40 dovrebbero essere quelli con il potenziale di spesa più alto e le aspettative di qualità del servizio più interessanti. E invece…

I comparatori on line per l’RCA sono semplici, soprattutto se compri solo l’RCA! Acquistare un biglietto aereo o ferroviario è semplicissimi, se lo hai sempre fatto. Cercare informazioni sull’organizzazione di un viaggio di diverse tappe all’estero lo è un po’ meno, per la fortuna delle agenzie di viaggio.

Gli esempi sono tanti, ma quali sono le soluzioni?

Beh?! Si può cominciare a fare un corso alla Apple su come utilizzare al meglio il proprio Ipad o Iphone. Ma ci limitiamo agli estimatori del brand. O potremmo affidarci ai corsi on line degli altri produttori, ma resta sempre un che di inespresso.

Le aziende fanno altrettanto con i loro siti. Molti si assomigliano ma poi la navigazione non è sempre uguale. E la domanda sorge spontanea: quante di queste li testa direttamente su diversi target per capire dove migliorare prima di metterli online?

Si parla ovunque di rivoluzione digitale e di A.I., ma dialogare con un chatbot non è per tutti: molti vogliono ancora vedere un viso e sentire una voce che parla con accento familiare.

Penso che le aziende, e qui mi riferisco a tutte le aziende, quelle pubbliche forse ancor prima delle private, dovrebbero porsi questo obiettivo: condurre tutti gli utenti attraverso un percorso chiaro e facile all’uso delle nuove tecnologie, parlando la lingua più semplice possibile ed utilizzando strumenti che siano chiari ed immediati.

Stiamo rincorrendo la rivoluzione digitale ma allo stesso tempo ci stiamo distaccando con chi dovrebbe beneficiare di questa rivoluzione: le persone. Stiamo perdendo l’opportunità di parlargli, anche questo è business: perché sottovalutarlo?